Valle dell\u2019Omo, Etiopia – Fausto Podavini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\nPer quanto riguarda gli accordi commerciali tra stati e multinazionali, sono veri e propri contratti legati alla vendita di terreni e falde acquifere. L\u2019esempio dello Swaziland (ora Regno di eSwatini) \u00e8 abbastanza rappresentativo. <\/p>\n\n\n\n
Il re Mswati III ha venduto a Coca Cola company dei terreni dove viene coltivata la canna da zucchero, principale coltura utilizzata per la produzione di bibite gassate e che necessita di tantissima acqua di irrigazione. <\/p>\n\n\n\n
Il problema \u00e8 che questo accordo, deviando diversi corsi d\u2019acqua per fini commerciali, \u00e8 andato a forte discapito di pi\u00f9 di tre quarti delle comunit\u00e0 dello stato. Non sempre succede questo chiaramente. <\/p>\n\n\n\n
Si possono utilizzare risorse idriche con controlli, senza depauperare territori e forzare spostamenti delle comunit\u00e0 che li abitano ma servono accordi pi\u00f9 stringenti.<\/p>\n\n\n\n
Per quanto riguarda la finanziarizzazione dell\u2019acqua gli accordi commerciali da tenere in considerazione per noi italiani sono trattati come il CETA (l’accordo economico e commerciale UE-Canada). <\/p>\n\n\n\n
In questi casi il problema risiede nel fatto che la gestione delle risorse idriche rientra nel capitolo dei servizi e, anche se esiste una risoluzione ONU che sancisce che l\u2019acqua \u00e8 un diritto umano inalienabile, di fatto questo non \u00e8 concretizzato negli ordinamenti giuridici dei singoli stati e non esiste (ad eccezione di pochi casi come Costa Rica e Slovenia) una risoluzione vincolante che obbliga uno stato a garantire una quantit\u00e0 minima di litri d\u2019acqua a tutti. <\/p>\n\n\n\n
In questi trattati quindi prima di essere un diritto l\u2019acqua \u00e8 considerata un servizio da gestire. <\/p>\n\n\n\n
Se approvati dai parlamenti nazionali i trattati come il CETA rischiano di scavalcare l\u2019ordinamento giuridico nazionale sulle questioni come la gestione di alcuni servizi, tra cui la fornitura idrica. <\/p>\n\n\n\n
In italia, nonostante abbiamo vinto un referendum sull’acqua pubblica nel 2011 questo non si \u00e8 mai effettivamente concretizzato e attualmente i servizi idrici sono affidati ad una gestione pubblico-privata. <\/p>\n\n\n\n
Noi di Water Grabbing Observatory, assieme ai nostri partner, stiamo lottando affinch\u00e9 la propriet\u00e0 delle fonti rimanga statale. Se questo non si dovesse verificare, pu\u00f2 quindi verificarsi un caso di water grabbing.<\/p>\n\n\n\n
Come muoversi all\u2019interno di questo duplice significato che ha l\u2019acqua come diritto umano e come servizio?<\/strong><\/p>\n\n\n\nSento spesso dire \u201cGi\u00e0 se ne spreca tanta ora che si paga, se l\u2019acqua fosse gratuita se ne sprecherebbe ancora di pi\u00f9\u201d. In realt\u00e0 acqua pubblica non significa acqua gratis: \u00e8 giusto che la bolletta dell’acqua arrivi a casa per coprire i costi di manutenzione. <\/p>\n\n\n\n
Il fatto \u00e8 che non si dovrebbe lucrare, non ci dovrebbe essere un profitto delle varie gestioni per quanto riguarda manutenzione e controlli. <\/p>\n\n\n\n
In Italia abbiamo un buon caso di \u201ccompromesso\u201d, il gruppo CAP a Milano che \u00e8 una S.P.A. pubblica. \u00c8 un\u2019idea che funziona ed \u00e8 stata inserita una clausola nel loro statuto in cui si dichiara che tutto il guadagno ulteriore, gli utili, venga investito in innovazione e ricerca per le infrastrutture. <\/p>\n\n\n\n
In Italia infatti abbiamo infatti un grosso problema di infrastrutture, il 41% circa delle nostre tubature \u00e8 forato. <\/strong><\/p>\n\n\n\nVuol dire che quasi la met\u00e0 delle infrastrutture nazionali ha perdite. Se si guarda questa inefficienza in un’ottica di crisi climatica, di siccit\u00e0 sempre pi\u00f9 intense e frequenti, sprecare cos\u00ec tanta acqua \u00e8 assurdo.<\/p>\n\n\n\n
E per quanto riguarda il costo dell\u2019acqua pubblica?<\/strong><\/p>\n\n\n\nPrima di parlare del costo del servizio per i singoli cittadini c\u2019\u00e8 una cosa da dire. Tutta l\u2019acqua che beviamo viene intercettata alle fonti, sia per la distribuzione domestica sia per la distribuzione alle aziende di acqua in bottiglia. Il prezzo di vendita dell\u2019acqua dalle fonti alle multinazionali viene pagato tramite un canone di concessione regionale. <\/p>\n\n\n\n
Questo canone in Italia \u00e8 bassissimo: noi consumatori paghiamo l\u2019acqua in bottiglia mille volte di pi\u00f9 rispetto al prezzo a cui la multinazionale la acquista dalla fonte.<\/p>\n\n\n\n
Questo riguarda anche, e soprattutto, l\u2019Italia perch\u00e9 siamo i primi consumatori di acqua in bottiglia in Europa e terzi al mondo. <\/p>\n\n\n\n
Prima di far pagare ai singoli cittadini i costi di adeguamento delle infrastrutture per garantire la qualit\u00e0 dell\u2019acqua del rubinetto, aumentiamo i canoni regionali e unifichiamoli in un unico canone nazionale. <\/p>\n\n\n\n
Come Water Grabbing Observatory siamo stati in Senato e abbiamo proposto un aumento del canone delle concessioni e un vincolo di quei guadagni per un adeguamento delle infrastrutture idriche. <\/p>\n\n\n\n
Com\u2019\u00e8 cambiata in Italia la percezione dell’acqua potabile negli ultimi due decenni e che valore assumer\u00e0 nei prossimi 20 anni? <\/strong><\/p>\n\n\n\nL\u2019Italia negli ultimi 20 anni \u00e8 diventata il primo consumatore in Europa di acqua in bottiglia a causa del perdurare di un senso di sfiducia rispetto alla qualit\u00e0 dell\u2019acqua pubblica. Ci\u00f2 che \u00e8 mancato nella societ\u00e0 civile italiana, e che sta cambiando in questi anni, \u00e8 stata la consapevolezza sugli impatti ambientali dell\u2019acqua in bottiglia.<\/p>\n\n\n\n
Valle dell\u2019Omo, Etiopia – Fausto Podavini<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\nDal punto di vista politico ci vogliono due provvedimenti forti: da una parte aggiornare le infrastrutture e rendere l\u2019acqua sicura ed efficiente su tutto il territorio, dall\u2019altra sensibilizzare le persone e spiegare il valore reale dell\u2019acqua pubblica. <\/p>\n\n\n\n
Io ho grande fiducia rispetto ai 10 anni che ci aspettano, sia sul fronte della lotta al cambiamento climatico sia per la gestione delle risorse idriche che sono gi\u00e0, e saranno sempre di pi\u00f9, l’elemento chiave per un’efficace risposta alla crisi climatica. <\/p>\n\n\n\n
C\u2019\u00e8 sicuramente un\u2019attenzione maggiore ai temi ambientali, mancano ancora delle conoscenze su che cosa si pu\u00f2 fare concretamente e quali sono le strategie da mettere in atto ma c\u2019\u00e8 luce. <\/p>\n\n\n\n
Ci sono molte organizzazioni che stanno lavorando assieme alla politica italiana, e non, per lavorare su piani importanti come il Green Deal europeo, e ristrutturare una gestione sostenibile dell\u2019acqua da un punto di vista domestico, agricolo e industriale. <\/p>\n\n\n\n
C\u2019\u00e8 speranza ma ritengo ci sia ancora bisogno di un forte lavoro di squadra tra chi si occupa di clima e chi si occupa di gestione delle risorse idriche.<\/p>\n\n\n\n
Parlavi di conoscenze che mancano. Cosa si pu\u00f2 fare concretamente per arrivare a dei risultati che garantiscano una prospettiva sostenibile di lungo termine?<\/strong><\/p>\n\n\n\nTre sono gli ambiti importanti dove agire: l\u2019informazione, le partnership e il senso civico.<\/p>\n\n\n\n
Per quanto riguarda l\u2019informazione questa gioca un ruolo fondamentale nello scindere quell\u2019assioma ormai falso che contrappone sostenibilit\u00e0 e prosperit\u00e0 economica. Le problematiche ambientali sono sempre anche questioni economiche e sociali. Le persone oggi si educano a scuola, con i giornali e sempre di pi\u00f9 attraverso i nuovi media. <\/p>\n\n\n\n
C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 quindi di investire su un\u2019informazione di alta qualit\u00e0, chiara, comprensibile e corretta scientificamente che coinvolga le persone che non si occupano di questioni scientifiche.<\/p>\n\n\n\n
Il secondo punto su cui dobbiamo migliorare \u00e8 il lavoro di sistema tra le organizzazioni italiane e la politica. Le azioni che intraprenderemo dovranno essere coordinate e interdisciplinari perch\u00e9 i fenomeni a cui stiamo andando incontro, la crisi climatica in primis, sono complessi e riguardano ambiente, economia e societ\u00e0 senza distinzioni.<\/p>\n\n\n\n
Il terzo punto riguarda lo sforzo che dobbiamo fare come singoli cittadini. Viviamo in un mondo dove l\u2019accesso all\u2019informazione \u00e8 ormai diffuso. Abbiamo gli strumenti per ricercare delle informazioni di qualit\u00e0, responsabilizziamoci. Cerchiamo di capire quali sono le cose pi\u00f9 sostenibili da fare. <\/p>\n\n\n\n
Per il discorso dell\u2019acqua pu\u00f2 sembrare difficile a prima vista capire dati e grafici legati alla qualit\u00e0 dell\u2019acqua che esce dal proprio rubinetto ma ci sono gi\u00e0 pagine web e app che fanno informazione chiara a riguardo (TAPP Water ha creato una serie<\/a> dedicata alla qualit\u00e0 dell\u2019acqua del rubinetto, citt\u00e0 per citt\u00e0, nda). <\/p>\n\n\n\nNelle citt\u00e0 italiane l\u2019acqua del rubinetto \u00e8 potabile (per legge lo deve essere sempre) e buona, dobbiamo dirlo e affrontare le critiche fornendo soluzioni. Se il problema sono il sapore e il colore dell\u2019acqua che esce dal rubinetto esistono strumenti, come i filtri depuratori, che migliorano in questo senso la qualit\u00e0 dell\u2019acqua eliminando tutte le impurit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n
Per concludere, dobbiamo avviare un lungo processo di transizione ecologica su tutti i livelli, dalla riduzione delle emissioni alla gestione dell\u2019acqua. Lavoro ce n\u2019\u00e8 in tutti i settori se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di riconvertire quegli stessi settori affinch\u00e9 diminuiscano progressivamente il loro impatto ambientale e lavorino verso obiettivi di lungo termine.<\/p>\n\n\n\n
Fare tutto questo \u00e8 possibile ma i piani di transizione non possono essere immediati, devono guardare al medio e lungo termine. Ci vuole pazienza, tenacia e costanza ma se non si ha una visione chiara della direzione in cui bisogna andare non si arriva da nessuna parte. La tutela sociale, economica e ambientale del nostro paese passa dall\u2019acqua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Intervista a Marirosa Iannelli, attivista ambientale, policy advisor, presidente di Water Grabbing Observatory e autrice di \u201cWater grabbing”. Guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo\u201d (EMI Editore).\u00a0 Ci spieghi cos’\u00e8 il water grabbing? Da dove arriva questo fenomeno e perch\u00e9 \u00e8 tanto importante oggi? Water grabbing in italiano significa letteralmente accaparramento idrico: \u00e8 un fenomeno […]<\/p>\n","protected":false},"author":34794,"featured_media":173313,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[223,122],"tags":[323,1972,1975,1974,1973,1971],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173312"}],"collection":[{"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/34794"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173312"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173312\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/backup.tappwater.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}